Home Miscellanea CONVEGNO 'CURIAMOCI MEGLIO...IN ATTESA DELLA GUARIGIONE'

Caserta 8 maggio 2005
resoconto di Michele Lipucci di Paola

 

Presso la Reggia di Caserta, all’interno dello storico piccolo Teatro, si è tenuto il convegno: “Curiamoci meglio…nell’attesa della guarigione”, organizzato dalla Fondazione Italiana “L. Giambrone” per la Guarigione dalla Thalassemia.
Dopo il saluto delle autorità locali è intervenuto il Sottosegretario del Ministero della Salute, Dr. Zinzi, che ha dato la sua personale disponibilità ad aiutare e sostenere la Fondazione nelle sue azioni e progetti.
Successivamente, dopo una breve introduzione ai lavori da parte del Dr. Luciano Prossomariti del Centro di Microcitemia dell’Opedale A. Cardarellidi Napoli, la Dr. Maria Carolina Mayer (Medicina Interna, Osp. A. Cardarelli di Napoli) e il Prof. Franco Locatelli (Pediatria, Osp. S. Matteo di Pavia ) hanno dato inizio alle sessione scientifica.
Il prof. Aurelio Maggio (Osp. Cervello di Palermo) ha fatto presente i notevoli cambiamenti che ci sono stati nella prognosi e storia naturale della malattia grazie allo sviluppo e disponibilità di nuovi farmaci, protocolli di cura, tecnologie di monitoraggio per il fegato e il cuore, che consentono un maggiore controllo dello stato e funzionalità di questi organi in relazione all’efficienza delle terapie di chelazione del ferro. Presso il CNR di Pisa è stato sviluppato un sistema di risonanza magnetica per il cuoreche riesce a valutare più parti del ventricolo e la funzionalità cardiaca nel paziente talassemico.
Il Prof. Renzo Galanello ha fatto il punto sulla chelazione del ferro illustrando le nuove strategie terapeutiche per controllare e prevenire il sovraccarico di ferro. L’uso combinato o alternato dei chelanti Deferiprone e Desferal, somministrati lo stesso giorno insieme o separati, hanno mostrato una maggiore efficacia. L’applicazione di tali protocolli richiede un continuo e attentomonitoraggio degli organi fegato e cuore con le tecnologie avanzate oggi disponibili (Risonanza magnetica, SQUID )che consentiranno al clinico esperto di prescrivere una terapia chelante adattata alla condizione del paziente. E’ stato detto con chiarezza che i chelantial momento disponibili hanno una diversa organo-specificità, ad es. ormai è stato dimostrato grazie alle nuove tecnologie di monitoraggio che il deferiprone è molto più attivo a livello del cuore. Il nuovo chelante orale ICL 670 presto sarà disponibile sul mercatoe altri sono in fase avanzata di sviluppo. Questo scenario consentirà nel prossimo futuro di ottimizzare la terapia chelante per un sicuro controllo del sovraccarico di ferro e prevenzione delle drammatiche complicanze che spesso sono la causa di un grave quadro clinico.
Il Prof. Paolo Cianculli (Osp. S. Eugenio, Roma) ha dedicato il suo intervento alla descrizione della drepanocitosio anemia falciforme, mettendo in evidenza i principali sintomi e complicanze della malattia, come la leucocitosi, che possono essere prevenute sesi riesce a fare una diagnosi precoce con specifici marcatori oggi disponibili.
L’incontro è proseguito conla relazione del Dr. Giorgio Derchi (Cardiologia, Osp. Galliera, Genova) che ha sottolineato l’importanza di una efficace chelazione del ferro per prevenire le disfunzioni cardiache che sono da attribuire per l’80% all’accumulo del ferro. Un fenomeno ben documentato è quello che spesso i pazienti vengono ricoverati e curati per forti dolori addominali, ma tali sintomi sono invece segnali precoci di gravi disfunzioni cardiache le quali possono essere preventivamente diagnosticate con marcatori noti e curate in tempo. Una complicanza che merita maggiore attenzione è l’insorgenza dell’ipertensione polmonare nei pazienti con talassemia; fortunatamente esistono diversi farmaci per controllare questa patologia; di promettenteefficacia si sta dimostrando il farmaco Viagra.
Il prof. Vito Di Marco (Epatologia, Policlinico, Palermo) ha affrontato il tema sull’epatite, una complicanza nota nella talassemia, sebbene le diverse forme del virus richiedano l’impiego combinato di farmaci per controllare l’insorgere di fibrosi ed evitare la comparsa dell’epatocarcinoma. Una buona chelazione del ferro nel fegato e continuo monitoraggio della funzionalità di questo organo sono essenziali per contenere l’insorgenza di severe complicanze.
La Dr. Michela Macri (Medicina Trasfusionale, Osp. A. Cardarelli, Napoli) ha illustrato le tecniche che vengono impiegate per aumentare la sicurezza delle trasfusioni diminuendo i rischi di eventuali contaminazioni: come la filtrazione in rete, il lavaggio automatico. Un'altra procedura utile e vantaggiosa, già in uso in altre nazioni, è la tecnica dei doppi rossi, cioè la raccolta dallo stesso donatore di due unità. Di notevole importanza sarà nel prossimo futuro la possibilità di applicare moderne tecniche per inattivare virus e batteri, attualmente tali procedure sono già in uso per le piastrine.
Il Prof. Franco Locatelli (Pediatria, Osp. S.Matteo, Pavia) ha presentato i risultati dei trapianti di midollo effettuati a Pavia da donatore compatibile familiare e non familiare, soffermandosi in particolare sulla eccellente riuscita dei trapianti eseguiti con le cellule del cordone ombelicale. Su 44 pazienti la sopravvivenza è stata del 100% . Il successo di questi trapianti è stato possibile, in alcuni casi, soprattutto per lo sviluppo di una specifica tecnica di espansione cellulare del numero delle cellule del cordone ombelicale, fattore limitante per trattare pazienti adulti in quanto, a causa del loro peso, hanno bisogno di un elevato numero di cellule. Lo spettacolare risultato ottenuto a Pavia utilizzando cellule del cordone ombelicale espanse in laboratorio è stato di enorme interesse scientifico e sarà di grande utilità per ottimizzare le prossime tecniche di trapianto o terapia cellulare.
Nel pomeriggio il convegno si è concluso con l’intervento del Prof. Michel Sadelain (Memorial Sloan Kettering Cancer Center, New York, USA) che, dopo aver descritto e percorso le varie fasi di ricerca che hanno determinato il successo di una terapia genica sui topi talassemici basato sul trasferimento del gene normale della beta-globina attraverso l’uso di un vettore lentivirale che ha corretto il difetto genetico con la produzione di livelli di emoglobina significativi nel topo, si è soffermato in particolare sugli aspetti disicurezza ed efficacia e sulla sperimentazione fatta sui primati per valutare le risposte di questi animali alle diverse procedure di condizionamento del midollo e i livelli di espressione dei geni beta-globinici. I maggiori sforzi si stanno concentrando sugli aspetti della sicurezza, al fine di arrivare ad uno studio clinico con una attenta valutazione del rapporto rischio beneficio, che si basa sull’impiego di un vettore specifico per le cellule del sangue, un vettore protetto in grado di non attivare altri geni dannosi, un vettore da usare in dosi minime, un vettore da produrre per uso clinico con elevati standard qualitativi, e sull’impiego di protocolli di condizionamento del midollo del ricevente meno aggressivi e tossici per consentire l’attecchimento, la sopravvivenza e lo sviluppo nel tempo delle cellule staminali corrette per la produzione di emoglobina adulta. Il prof. M. Sadelain ha detto cheil progetto si trova ad un punto critico, esiste al momento un vuoto tra i risultati della ricerca di base e il suo trasferimento tecnologico. La programmazione di una sperimentazione clinicarichiede l’impiego di elevate risorse finanziarie, indispensabili per verificare una futura applicazione clinica di questa nuova terapia per la talassemia. A questo proposito, ho chiesto al Prof. M. Sadelain se fosse a conoscenza della prossima sperimentazione clinica di terapia genica che verrà fatta in Francia su pazienti affetti da talassemia e anemia falciforme contecnologia americana proveniente dalla Columbia University e quali sono le differenzetra il suo metodo e il prossimo studio franco-americano. La risposta è stata che non conosce in dettaglio tale studio, la tecnologia che verrà utilizzata è quasi identica ma la sua strategia di condizionamento del midollo del ricevente dovrà esseremeno distruttiva.
Il convegno si è concluso con i ringraziamenti del prof. Aurelio Maggio alla Fondazione per aver organizzato l’incontro e per il continuo sostegno dato ai ricercatori e clinici dedicati alla talassemia, con l’augurio di incontrarsi l’anno prossimo per avere ulteriori aggiornamentieprogressisulla terapia genica.

Michele Lipucci di Paola
Responsabile Relazioni Esterne
AVLT, Rovigo

(“EX”, giugno 2005)