Home Rubrica Anno 2002 Considerazioni

Al Seminario internazionale di studi su malattie rare e farmaci orfani, svoltosi a Firenze nel mese di marzo del 1999, avemmo occasione di dire “che anche tra le Associazioni dei talassemici si verificò un vizio ormai fortemente italiano, che è quello di dividersi sempre, di trovare in qualsiasi diversità di vedute l’occasione per lacerazioni insanabili. (…) Quando poi la diversità è rivendicata sulle piccole cose alimenta solo una continua ed esiziale polemica e conduce quindi a divisioni e incomprensioni senza fine. Si vorrebbe invece che, quando si lavora per un obiettivo comune, ci fosse la capacità di ricercare i punti che uniscono, non quelli che separano”.
Considerato che le cose non sono destinate a migliorare, e che anzi in tutte le attività e in tutte le organizzazioni sociali la tendenza alle sottili distinzioni va aumentando e si esercita su questioni importanti e di nessun rilievo, perché non trasformare questa irrefrenabile pulsione umana (o almeno italiana) in occasione di confronto costruttivo? E, per limitarci a noi, al “nostro piccolo”, al “movimento talassemico”, perché non impariamo a dirci anche le cose su cui il contrasto è più forte (e quindi i punti di vista più diversificati) in modo urbano, senza arrivare inevitabilmente alla rottura? perché non consideriamo i nostri interlocutori, anche quando ci sembrano sbagliare senza appello, come meritevoli di attenzione? perché non ci prendiamo il tempo necessario per cercare di capire le loro ragioni e, quando anche fossimo arrivati a non condividerle, perché non spiegarglielo senza intemperanze e strappi laceranti?
(“EX”, ottobre 2002)