Home Rubrica Anno 2003 A very talented researcher

Era stato Michele Lipucci di Paola a segnalarci la presenza di un “certo” Dr. Stefano Rivella, giovane ricercatore italiano, nel gruppo di ricerca sulla terapia genica del Prof. Michel Sadelain, al Department of Human Genetics del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York.
Lipucci gli aveva scritto nell’aprile 1998 ed aveva ottenuto una immediata ed esauriente risposta a tutte le domande che gli aveva posto, sia sullo stato della ricerca sulla terapia genica, sia sugliinteressi particolari che Rivella aveva in tale settore.
A settembre dello stesso anno, Lipucci riusciva a concordare con il Dr. Rivella il titolo di un seminario da tenere a Ferrara, presso il Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare, dove lavora il Prof. Gambari. E il 21 ottobre, Rivella, invitato dalle Associazioni di Rovigo e di Ferrara, parlò ai numerosi studenti universitari di “Insulator e vettori retrovirali: effetto sull’espressione del transgene, metilazione della LTR e applicazione in terapia genica”. A noi piacque molto, oltre alla interessantissima lezione, il modo dell’esposizione: sicuro, preciso e alieno da qualsiasi atteggiamento professorale.
Rivella si era laureato a Pavia in Scienze Biologiche nel 1990 e la sua tesi di laurea aveva ottenuto il premio dell’Associazione Genetica Italiana (AGI) per la migliore tesi prodotta in Italia in quell’anno.
Si era poi iscritto alla Scuola di Specialità in Genetica Applicata presso la stessa Università di Pavia e nel corso degli anni successivi aveva vinto diversi premi e, da ultimo, una borsa di studio di specializzazione da utilizzare all’estero. Così, nel 1996, riuscì a mettersi in contatto con Sadelain e con il Prof. Lucio Luzzatto, allora chairman del Memorial, e dopo pochi mesi era a New Yorksulle ali dell’entusiasmo perché “non si trattava solo di fare della terapia genica, ma di lavorare sulla talassemia e sul gene della globina”. “Dopo poco tempo diventava, in laboratorio, il punto di riferimento per la biologia molecolare, mentre imparava a utilizzare i topi e a fare i trapianti di midollo in quelli che poi sono diventati i ‘suoi pazienti’ ”.
Durante l’anno 1999, tramite Lipucci, Rivella ci tenne informati dei progressi della ricerca e quindi non fu per noi una sorpresa l’importantissimo ‘lavoro’ del Gruppo Sadelain pubblicato sulla rivista Nature nel luglio 2000, ‘lavoro’ che ha segnato uno spartiacque tra il passato ed il presente della ricerca sulla terapia genica.
Per pura coincidenza, il luglio 2000 è anche il mese della nascita del “Laboratorio di ricerca” di Ferrara, del quale dovevamo far conoscere l’esistenza e per il quale avevamo in mente di promuovere per il dicembre successivo una iniziativa pubblica di presentazione.
Dal Thal-Lab partì una e-mail del Prof. Gambari indirizzata al Prof. Sadelain con l’invito a tenere in quella futura occasione una lecture sui recenti brillanti risultati ottenuti, che la rivista Nature aveva fatto conoscere a tutto il mondo. Sadelain comunicò subito che in dicembre non sarebbe potuto venire in Italia, ma designò il Dr. Rivella a tenerla a nome del suo Gruppo.
Fu così che Rivella, il 16 dicembre 2000, a Rovigo, nella Sala dell’Accademia dei Concordi, alla presenza del Rettore dell’Università di Ferrara Prof. Conconi, del Prof. Vullo e del Prof. Gambari, parlò diffusamente al folto pubblico della “Terapia genica della b-talassemia con vettori lentivirali”.
E fu da quel giorno che nacque tra noi un’amicizia sincera e ricca di stimoli: per me che avevo occasione di attingere a “un pozzo di scienza” e per lui che, tramite mio, poteva sentire direttamente di quali attese si nutrisse l’associazionismo talassemico.
Nei mesi successivi maturò l’idea di un aiuto finanziario dell’Associazione Veneta al Gruppo del Prof. Sadelain. Glielo facemmo sapere ed egli, il 21 luglio 2001, ci inviò una breve e-mail con cui
esprimeva il suo interesse al finanziamento e preannunciava l’invio di un progetto di ricerca.
Quel progetto però non arrivava. Il 28 dicembre successivo il Prof. Sadelain ci scrisse una lunga lettera con cui ci aggiornava sul lavoro del suo Gruppo e ci diceva che Rivella, “a very talented researcher in my group”, aveva creato un nuovo modello di topo con malattia simile alla beta zero talassemia e che i risultati ottenuti in questo modello erano molto incoraggianti. La lettera però non era accompagnata dal progetto, che arrivò solo alla fine del marzo successivo, scritto dal Dr.Rivella su delega del Prof. Sadelain.
Ora quel progetto è stato allegato ad un Accordo sottoscritto nell’ottobre scorso dal Prof. Gambari, dal Presidente dell’AVLT e dal Dr. Rivella, divenuto nel frattempo titolare di un “suo” Laboratorio presso la Cornell University di New York (i testi dell’Accordo e del Progetto si possono leggere alla pagina “Progetti di ricerca” del sito internet del Thal-Lab).
La nascita di questo nuovo Laboratorio non ha significato una rottura o una separazione dal Prof. Sadelain. Infatti, come abbiamo avuto occasione di scrivere ad una persona amica, “Sadelain e Rivella continueranno a collaborare perché le loro competenze si integrano e si potenziano e noi dobbiamo sostenerli entrambi”.
Il Dr. Rivella è componente del Consiglio Direttivo del Thal-Lab. (“EX”, gennaio 2003)