Gli amici di Bes
Stamattina, 12 dicembre 2005, al risveglio, mi è venuta in mente, nitidamente, chissà perché proprio stamattina, la sera del 22 gennaio 2005 e quello che l'aveva preceduta.
Mi viene una gran voglia di scriverne. L'avevo promesso agli amici di Bes. Lo farò ora, con colpevole ritardo, e me ne scuso.
Mi alzo in fretta.
Anche la nipotina Anna , che questa notte ha dormito dai nonni, si è svegliata e sento che, nella sua cameretta, sta già esprimendo le sue fantasie di bambina di quasi tre anni. Busso alla porta e alla richiesta della nonna: “Chi è?”, rispondo che sono il “lupo buono”. Così entro in sintonia con Anna, che tiene in mano due pupazzetti di stoffa del Pippo disneyano. Oggi però sembrano aver cambiato ruolo. Anna mi dice che sono il Gatto e la Volpe che vogliono rubare i soldini a Pinocchio.
Mi metto al computer.
Da dove incomincio? Naturalmente, dalla telefonata che, a sorpresa, una voce maschile mi fece un anno fa, il 13 dicembre 2004, proponendomi l'invio di materiale d'informazione sull'Associazione Veneta. Sarebbe servito per il “mercatino” di Natale che l'Associazione “Arca” di Bes, particolarmente impegnata nel “recupero delle tradizioni popolari”, stava organizzando per domenica 19 dicembre e il cui ricavato era destinato all'AVLT. Mi feci spiegare, cercai di capire, ma non tutto non mi fu chiaro.
Non sapevo di Bes. Gli amici mi scuseranno, ma non ne avevo mai sentito il nome. Cercai notizie e trovai che si trattava di una “frazione” di Belluno, la bella città dolomitica. Comunque, la mattina dopo, dall'ufficio postale vicino a casa, spedivo un pacco di volantini con informazioni su microcitemia, talassemia, ricerca scientifica e AVLT .
Dopo Natale, ricevetti un'altra telefonata. Questa volta era una voce femminile, quella della Presidente dell'Associazione bellunese, la Prof.ssa Maria Cristina Gherlenda. Mi comunicava che il “mercatino” aveva avuto un grande successo, che tutti gli oggetti erano andati a ruba ed esauriti nell'arco di due ore. Erano stati raccolti 2.500 euro. Mi diceva anche che, per la sera del 22 gennaio successivo, avrebbero organizzato una cena per festeggiare i successi della loro attività e che io ero invitato.
Sul momento, ebbi un attimo di esitazione. La stagione invernale e l'ora dell'incontro non erano molto favorevoli per un percorso così lungo. Quindi mi riservai di accettare. Ma il giorno dopo, trovato un compagno di viaggio, richiamai e assicurai la mia presenza, non senza un po' di vergogna per non aver dato immediatamente l'adesione a una festa di persone così straordinarie e generose.
La talassemia non è certo un problema in provincia di Belluno, ma, avendo saputo che lo era in tante altre parti d'Italia e del mondo, i soci dell'Associazione avevano concordemente deciso che per l'anno 2004 le offerte raccolte con il “mercatino” sarebbero state assegnate all' AVLT .
Nei precedenti sette anni ne avevano beneficiato altre Associazioni. Infatti, il “mercatino” è diventato una tradizione consolidata, che serve a dare identità alla località di Bes e a mettere in rilievo le capacità artigianali dei suoi abitanti: tutte le “cose” esposte sono il frutto della loro laboriosità ed il segno distintivo della loro creatività. Sono quasi tutte cose fatte a mano e della più svariata qualità. Il “mercatino” ha ormai una vasta risonanza e ne fanno menzione anche giornali a tiratura nazionale, come ad esempio “la Repubblica” per l'edizione 2004. Il “mercatino” è caratteristico perché si svolge, come ha scritto la giornalista Lina Beltrame , in “stand ricavati dalle stalle che, anche se non sono più frequentate da mucche, capre o pecore, tuttavia conservano tra i sassi a vista delle pareti e sul pavimento di terra battuta, l'atmosfera del presepe”.
Il pomeriggio del 22 gennaio, verso le 16.30 parto con il Consigliere dell'AVLT Giorgio Schiesari.
In pianura la giornata non è eccellente, minaccia di scendere la nebbia, ma, all'arrivo, verso le 19.30, la sera è limpida, trasparente, il cielo è stellato, fa freddo e in città, lungo le strade, troviamo mucchietti di neve, evidente residuo di recenti perturbazioni. Arriviamo con qualche difficoltà nella zona dell'incontro, ci inoltriamo in una stradina che ci porta in un'area sportiva dotata di una costruzione prefabbicata ad un piano. Lì dentro i tavoli sono già pronti e lì incontriamo gli amici di Bes, che ci accolgono con molta cordialità. Non siamo venuti a mani vuote: abbiamo portato le “pagnotte del doge”, il tipico dolce polesano, che ormai ci distingue nel mondo della talassemia e che sarà poi molto apprezzato da tutti i partecipanti alla festa..
Alla spicciolata arrivano i soci e gli altri invitati e, in breve, la serata si anima e cresce in calore. Ci sediamo. Di fronte a me è il marito della Presidente dell'Associazione, l'autore della prima telefonata, con il quale, pur nella vociante allegria, riesco ad avere una intermittente conversazione. Il clou dell'incontro è la relazione della Presidente, che illustra ampiamente i risultati dell'attività dell'intera annata, racconta come è stato organizzato l'ultimo “mercatino”, mette in evidenza gli apporti più significativi alla buona riuscita dell'iniziativa e, a conclusione, mi consegna l'assegno dell'importante contributo. Mi viene poi chiesto di parlare dell'Associazione Veneta. Per non appesantire la serata, ne traccio brevemente la storia, dico della condizione dell'ammalato di talassemia in Italia e nel mondo e mi soffermo infine sul finanziamento della ricerca portata avanti dal ThalLab, ricerca di indirizzo farmacologico, l'unica in grado, se avrà successo, di cambiare radicalmente, senza rischi, la vita quotidiana di tutti i talassemici e drepanocitici del mondo. La festa si conclude con la tombola e ho la fortuna di vincere proprio una “streghetta”, un lavoro molto apprezzato della Presidente.
Quando usciamo, verso mezzanotte, il terreno è ormai ghiacciato. E' sorta la luna piena. Con il suo chiarore domina il cielo e nasconde le stelle. La strada che dobbiamo fare è molto lunga, ma non siamo stanchi. Ho solo un rammarico: di non avere visto le strade e le case di Bes. E' come se me ne tornassi con una privazione. I suoi abitanti li ho conosciuti altrove. Li ricorderò con affetto e riconoscenza, ma mi manca il ricordo visivo dell'ambiente in cui vivono.
Giorgio è al volante e io ho il tempo di fare banali osservazioni: a mezzanotte si è concluso il mio settantesimo anno e ora è incominciata una mia nuova e più incerta rotazione intorno al sole.
(“ EX ”, gennaio 2006)
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