Home Rubrica Anno 2006 Potenziato il Laboratorio di New York

Il “Laboratorio di ricerca sulla terapia genica della talassemia”, diretto dal Prof. Stefano Rivella presso la Cornell University di New York, si è arricchito di due nuove presenze italiane.

L'amico Giorgio Vargiu ha già raccontato (v. “ EX ”, settembre 2004) che, il 23 giugno 2005, il Prof. Rivella, ospite dell'Associazione Regionale Sarda per la Lotta alla Talassemia, ha parlato a Cagliari, in un pubblico incontro, del suo lavoro di indagine su vari aspetti della talassemia. Al termine di tale incontro, l'Associazione gli ha consegnato un assegno di 15.000 euro, frutto di una “raccolta fondi” finalizzata al sostegno delle sue ricerche.
Il Prof. Rivella ha affidato la gestione di tale somma all'Associazione Veneta, con un obiettivo ben preciso: quello di avviare la costituzione di un fondo per far arrivare nel suo Laboratorio un altro giovane ricercatore italiano.

Negli anni scorsi erano stati avviati contatti con la Casa Farmaceutica Apotex. Il primo atto concreto che ne seguì fu la firma, il 21 gennaio 2004, di un “Accordo riservato” tra Apotex e ThalLab. Il 2 novembre dello stesso anno, l' AVLT inoltrò al Presidente dell'Apotex una richiesta di contributo, a sostegno del suo impegno nel finanziamento della ricerca scientifica sulla talassemia, sia quella sull'induzione dell'emoglobina fetale sia quella sulla terapia genica. Successivamente, c'erano stati rapporti anche tra Apotex e il Prof. Rivella, che, tra l'altro, tenne un seminario a Toronto, sede della Casa Farmaceutica, sui vari indirizzi della sua ricerca.
Tutto ciò ha portato alla decisione di Apotex di assegnare all'Associazione Veneta un contributo di 50.000 dollari, da pagare in due rate, la prima delle quali è stata versata il 2 agosto 2005.

A quel punto, è stato concretamente possibile avviare contatti con gruppi di ricerca italiani per far giungere a New York una persona capace ed interessata alla ricerca sulla talassemia.
Questi contatti li ha ovviamente curati il Prof. Rivella e l'11 gennaio scorso è arrivata nella metropoli statunitense la Dott.ssa Franca Marongiu.
Originaria della provincia di Oristano, ma residente a Cagliari dall'inizio degli studi universitari, la Dott.ssa Marongiu proviene dal gruppo di ricerca della Dott.ssa Maria Serafina Ristaldi, ricercatrice dell'INN (Istituto di neurogenetica e neurofarmacologia) del CNR, diretto dal Prof. Antonio Cao.

A conclusione di questa rassegna di eventi, ci sembra bello rimarcare l'insolito intreccio che ne è derivato, e cioè che, con soldi provenienti dall'Associazione Regionale Sarda per la lotta alla Talassemia di Cagliari e dall'Industria Farmaceutica Apotex di Toronto, l'Associazione Veneta di Rovigo, in cui tutti i protagonisti di questa esemplare vicenda hanno riposto la loro fiducia, ha potuto avviare la corresponsione di una borsa di studio a una ricercatrice del capoluogo sardo, giunta a lavorare a New York nel Laboratorio di un importante ricercatore italiano di Torino, che l' AVLT ha sempre sostenuto.

L'11 gennaio scorso, con nostra felice sorpresa e come frutto dei rapporti intessuti dal Prof. Rivella con gruppi di ricerca italiani, è arrivata a New York, per lavorare nello stesso Laboratorio, anche la Dott.ssa Ilaria Libani. Proviene da un'altra area geografica, dalla Lombardia. Laureatasi a Milano sotto la guida e la supervisione della Prof.ssa M.D. Cappellini, ha iniziato il suo dottorato di ricerca con la stessa Prof.ssa Cappellini e ora lo completerà sotto la direzione del Prof. Rivella, il cui Laboratorio sta aumentando la sua capacità di attrazione scientifica.

La presenza delle Dott.sse Marongiu e Libani nel Laboratorio del Prof. Rivella è importante per tante ragioni: innanzitutto per le interessate che potranno fare un'esperienza unica in un ambiente ricco di stimoli e di prospettive; poi per la lotta alla talassemia, perché quante più persone lavorano in questo campo tanto più aumentano le probabiltà di successo; poi ancora perché si dimostra quanto sia rilevante la presenza e l'azione delle Associazioni dei talassemici nel sostegno della ricerca scientifica e, infine, perché si allarga la rete di relazioni tra gruppi di ricercatori.

(“ EX ”, marzo 2006)