Home Rubrica Anno 2011 Telethon per il ThalLab

Normalmente Telethon emana due bandi all’anno, con scadenze a gennaio e a luglio, per poter finanziare progetti di ricerca scientifica con i fondi che raccoglie ogni anno con la nota “maratona televisiva”. I progetti,  presentati entro le date stabilite, vengono sottoposti al parere di esperti, in prevalenza stranieri.
I progetti valutati positivamente da Telethon acquistano subito il valore di un alto riconoscimento scientifico per il prestigio di cui gode il Comitato Telethon Fondazione Onlus e per la competenza degli esperti di chiara fama internazionale, chiamati ad esprimere il loro parere sui progetti.

A gennaio dell’anno 2008, a nome del gruppo di ricercatori del ThalLab, “Laboratorio di ricerca sulla terapia genica e farmacogenomica della talassemia”, il suo Direttore scientifico, il Prof. Roberto Gambari, aveva presentato a Telethon il progetto dal titolo “Modifiers of globin gene expression for therapy of beta-thalassemia”.
Il 6 luglio successivo, Telethon mandò la notizia ufficiale che il progetto era stato esaminato positivamente e che il 31 luglio si sarebbero potuti leggere sul sito web della Fondazione sia i commenti degli esaminatori del progetto che la somma assegnata. Così avvenne e così potemmo conoscere il giudizio dei quattro esperti incaricati della valutazione del progetto nonché la misura del contributo, pari a 116.000,00 euro. In tal modo, Telethon dava una forte credibilità all’indirizzo di ricerca basato sugli induttori di emoglobina fetale.

Due anni dopo, nel gennaio 2010, il Prof. Gambari mandava a Telethon un nuovo progetto dal titolo “Hemoglobin production in beta-thalassemia erythroid cells following alteration of biomolecular pathways regulating globin gene expression”, che venne sottoposto allo stesso iter conosciuto dal progetto precedente.
Anche l’anno scorso abbiamo dovuto attendere fino a luglio per conoscere l’esito dell’esame dei revisori internazionali e la misura del finanziamento: € 132.000.
Telethon confermava così l’apprezzamento del lavoro del ThalLab e dava rinnovata fiducia sui possibili risultati che si possono ottenere per tutti i talassemici con l’induzione dell’emoglobina fetale.