• La Talassemia

    La Talassemia è una grave anemia di origine genetica che si può manifestare quando due genitori sono entrambi microcitemici ossia portatori sani del difetto genetico. Per sopravvivere gli ammalati di talassemia devono sottoporsi in media ogni quindici-venti giorni a trasfusioni di sangue.

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  • A.V.L.T.

    L’Associazione rodigina ha cambiato il suo nome in “Associazione veneta per la lotta alla talassemia” nel 1983, quando, ormai, con le nuove terapie, moltissimi bambini talassemici erano diventati ragazzi e giovani. Infine, il 5 maggio 1996, l’Assemblea dell’Associazione ha approvato un nuovo Statuto e ha chiesto l’iscrizione al registro regionale veneto delle associazioni di volontariato.

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I Brevetti

La decisione di brevettare i risultati della ricerca (eravamo nell’anno 1998) è stata una scelta molto importante, anche alla luce del fatto che la brevettazione non era pratica diffusa nelle Università italiane.
I brevetti di cui parliamo, d’invenzione o d’uso, riguardano “molecole in grado di indurre espressione dei geni per la gamma-globina ed incremento di produzione di HbF in cellule eritroidi isolate da soggetti normali e affetti da talassemia” (Gambari). Il primo brevetto, “Esteri glucidici di acidi carbossilici ramificati in grado di indurre il differenziamento cellulare eritroide” (titolo esoterico per i profani), venne depositato in Italia il 22 ottobre 1998 a nome delle Associazioni per la lotta alla talassemia di Ferrara e di Rovigo. Ne risultano inventori sette ricercatori: oltre al Prof. Catelani e al Prof. Gambari, i D.ri Maria Camilla Bergonzi, Nicoletta Bianchi, Felicia D’Andrea, Michele Lipucci di Paola e Fabio Osti. Il brevetto interessò Chiesi Farmaceutici di Parma, che il 13 ottobre 1999 decise di depositarlo come brevetto europeo a nome proprio e delle due Associazioni. Le molecole protette furono sperimentate dalla Prof.ssa Nica Cappellini per conto di Chiesi e dal Prof. Renzo Galanello per conto delle due Associazioni. Anche se in un primo momento sembrarono dare risultati promettenti, alla fine però gli esiti consigliarono di non insistere in ulteriori sperimentazioni. Diciamo questo con estrema semplicità e franchezza perché non vogliamo nascondere nulla a nessuno. Altrettanto francamente diciamo però che le due Associazioni hanno continuato a proteggere il brevetto in Italia perché esso contiene delle “rivendicazioni” che potrebbero tornare utili in un altro momento della ricerca.

Il secondo brevetto, “Oligonucleotidi sintetici in grado di indurre il differenziamento eritroide”, venne depositato in Italia il 13 marzo 2000, a nome dell’Università di Ferrara e delle due Associazioni già citate. Ne risultano inventori il Prof. Gambari e tre suoi collaboratori: i Dr.i Nicoletta Bianchi, Giordana Feriotto e Carlo Mischiati. Anche questo secondo brevetto interessò Chiesi, che decise di acquistarne una parte e propose di depositarlo all’estero come brevetto internazionale (PCT), a nome dei quattro proprietari. Il brevetto, con il nome di “Synthetic oligonucleotides as inducers of erythroid differentiation”, è stato depositato il 13 marzo 2001.

Il terzo brevetto, “Nuovo impiego di poliammidi eterocicliche e benzoeterocicliche strutturalmente correlate all’antibiotico naturale Distamicina A”, è un brevetto d’uso. Un brevetto è così definito quando si scopre una nuova indicazione terapeutica del principio attivo di un prodotto medicinale già in commercio. Questo tipo di brevetto può rivelarsi più conveniente dal punto di vista dei tempi di sviluppo di un nuovo farmaco perché su tale prodotto medicinale esistono già dati preclinici e clinici di sicurezza e di efficacia. Il brevetto venne depositato in Italia il 3 luglio 2000, a nome dell’Università di Ferrara e delle due Associazioni. Ne risultano inventori il Prof. Gambari e tre suoi collaboratori (Bianchi, Feriotto e Mischiati). Questo brevetto non interessò Chiesi. Furono esaminati i motivi di questo disinteresse e si giunse alla conclusione di ritirare il brevetto e di depositarne un altro con lo stesso titolo, arricchito di nuovi contenuti e di ulteriori rivendicazioni. A quelli già citati si aggiunsero altri due inventori: i Dr.i Pier Giovanni Baraldi e Romeo Romagnoli.
Il deposito avvenne il 2 luglio 2001, a nome degli stessi proprietari, i quali in data 1° luglio 2002 lo hanno anche esteso all’estero come brevetto internazionale (PCT), con il titolo “A novel use of heterocyclic and benzoheterocyclic polyamides structurally related to the natural antibiotic distamycin A”. Si tratta di un brevetto considerato molto importante e quindi sono in corso contatti con Aziende farmaceutiche per un accordo.

Il quarto brevetto, “Derivati 3-deossi-3-ammidici e 3-deossi-3-chetonici di carboidrati come induttori del differenziamento cellulare eritroide”, ha una storia un po’ complessa. Le Associazioni di Ferrara e di Rovigo, all’inizio dell’anno 2000, avevano assunto l’impegno di pagare una borsa di studio ad un collaboratore del Prof. Catelani, che poté quindi coordinare una ricerca dal titolo: “Preparazione su media scala di induttori del differenziamento eritroide e sintesi di analoghi isosterici a potenziale attività eritrodifferenziante”. In uno dei periodici incontri con Chiesi Farmaceutici, il Prof. Catelani ebbe occasione, nel settembre dello stesso anno, di illustrare i risultati della ricerca. Chiesi si dimostrò interessata al loro approfondimento e, allo scopo, decise di finanziare una borsa di studio per un altro collaboratore del Prof. Catelani. Al termine del nuovo periodo di ricerca, Chiesi propose alle Associazioni di brevettare i risultati e così il 27 settembre 2001 venne depositato in Italia il brevetto dal titolo suindicato, di proprietà, in parti uguali, di Chiesi e delle due Associazioni. Ne risultano inventori: i Prof.ri Catelani e Gambari e i D.ri Felicia D’Andrea e Andrea Spitaleri. Successivamente, Chiesi decise di estendere all’estero il brevetto in questione come brevetto internazionale PCT, sempre a nome degli stessi proprietari. Il deposito è avvenuto il 26 settembre 2002 con il titolo “3-deoxy-3-amide derivatives of carbohydrates as inducers of erythroid cell dfferentiation”.

Il quinto brevetto si intitola “Nuovo uso della rapamicina e di suoi analoghi strutturali”. E’ un brevetto d’uso. E’ stato depositato in Italia il 4 luglio 2002. Ne sono inventori il Prof. Gambari e tre suoi collaboratori: D.ri Nicoletta Bianchi, Monica Borgatti e Carlo Mischiati. Il brevetto è proprietà dell’Università di Ferrara e dell’Associazione Veneta.

Il sesto brevetto “Nuovo uso dell’angelicina e di suoi analoghi strutturali” è stato depositato in Italia il 31 luglio 2002. E’ anch’esso un brevetto d’uso. Gli inventori risultano: il Prof. Gambari e le Dott.sse Nicoletta Bianchi, Monica Borgatti e Ilaria Lampronti. E’ di proprietà dell’Università di Ferrara e dell’Associazione Veneta.
Anche per questi ultimi due brevetti sono stati naturalmente avviati contatti con Industrie Farmaceutiche per accertarne l’eventuale interesse.Si tratta, complessivamente, di un grande patrimonio accumulato con il lavoro del Prof. Gambari, del Prof. Catelani e dei loro collaboratori. Su di esso si basa la possibilità di trovare le risposte attese da tutti i talassemici del mondo. (“EX”, dicembre 2002)

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